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lunedì 26 gennaio 2009

チェ・ゲバラ Che Guevara

Sono andata a vedere il film sul rivoluzionario argentino Che Guevara, intitolato “チェ 28歳の革命 (la rivoluzione del Che ventottennte, titolo in italiano: Che - L'argentino, in lingua originale: The Argentine) ”.
(sito ufficiale del film: http://che.gyao.jp/).

Non volevo vederlo con leggerezza senza preparazione, mi sono messa a studiare un po’, nel quale ho scoperto una cosa che non sapevo:

il comandante venne in Giappone 7 mesi dopo il successo della rivoluzione cubana.
http://www.johnburgreen.com/index2.php?option=com_content&do_pdf=1&id=550



Fece richiesta al governo Giapponese di visitare Hiroshima, la prima città al mondo a subire la tragedia della bomba atomica, ma in vano, per una semplice ragione che “non era messa in itinerario”. Egli scappò dal suo albergo in Osaka, prese un treno notturno per andare a Hiroshima. Visitò il Parco Memoriale per la Pace(平和記念公園) e il Museo di Bomba Atomica(原爆資料館). Siccome Che Guevara era medico di professione, fece visita all’ospedale, in cui erano ricoverati i sopravvissuti della bomba atomica. A ritorno in Cuba, raccomandò a Fidel Castro e ai cittadini cubani di visitare questa città. Fidel lo realizzò nel 1 marzo 2003.




il fu Sig. Tatsuo Yamamoto prese una parte del fuoco della bomba atomica e lo conservò in un villaggio nella prefettura di Fukuoka, che non è mai spento fino ad oggi. Una parte di questo fuoco sarà per la prima volta regalato a Cuba nel settembre 2009.
http://www.atenajapan.com/index.html
Avrà un significato come il fuoco delle Olimpiadi, o magari di più, se il fuoco è generato dal furore muto di vittime e, dal forte desiderio per la pace.

Non vorrei parlare con leggerezza sul comunismo, su Che Guevara e sulla bomba atomica, ma una cosa che desidero ardentemente è che tramite scambio, accademico, culturale, turistico o qualsiasi altro mezzo, l’autentico desiderio di pace cresca in tutti noi. Il film, inclusa la fase preparatoria, mi ha dato una buona occasione di riflettere che la tecnologia avanzata (con una piccola crisi) giace sulle fondamenta costruite da zero. Assomiglia un po’ all’Italia, che ripartì dopo la Liberazione.


Dopo la soddisfazione mentale, ho dovuto soddisfare il mio povero stomaco. Sono entrata per puro caso ad un locale di Kushiyaki vicino alla stazione di Shinjuku. È buonissimo! È piccolissimo, ma usa la carne, verdure, tutte le cose di ottima qualità. Il Yaki Onigiri, polpetta di riso su cui si mette con un pennello appositamente fatto per spalmare la salsa di soia, e si cucina alla griglia, era buonissimo. Nella foto si vede un po' "bruciato", ma va bene così, perché la salsa di soia emette un profumino stupendo quando viene leggermente bruciata. Hanno anche un menu in inglese. Non costava tanto. È uno dei locali più buoni che io abbia mai trovato in zona Shinjuku.
http://www.shinjuku-chuo.com/shop/ikkyu/ikkyu.htm
(fare clic sulla destra in alto per visualizzare la mappa)