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lunedì 18 gennaio 2010

Ikaho ④: uova sode all'acqua termale 温泉卵



Una delle specialità delle terme è "uova sode cotte con l'acqua calda delle terme", dette "onsen tamago (温泉卵) ".



Questo locale vicino alla sorgente espone fuori le uova e spuntini, senza cassiera.
La gente mette i soldi al cestino appositamente messo.
Si vede che qui la gente non è furbacchiona ma è onesta.
Che pace!
Ma la gente ne comprava davvero assai, ho visto un signore che ha comprato, ovviamente pagando nel cestino cassa, una trentina di uova, mezzo svuotanto il vassoio in paglia (ma veramente è un cappello in paglia...).

Le uova assorbono i sali minerali dal guscio.
A seconda delle qualità e sostanze contenute nelle acque, le uova vengono colorite.
Qui non solo i gusci che sono gialli, ma gialli anche dentro.


domenica 17 gennaio 2010

Ihaho ③: acqua gialla 黄金の温泉


(Foto: sotto il ponte rosso scorre un fiume giallo, non per il fango né per l'inquinamento, ma per la qualità che contiene)

La sorgente è gialla, ma chiamata "acqua dorata".








è potabile ma ha un forte sapore di ferro che contiene.



La temperatura della sorgente è circa 45 gradi. Si vede che l'acqua esce dalla sorgente.
L'acqua che scorre dalla sorgente diventa un fiume giallo ed è fumante per il calore dell'acqua.

La ricca e inesauriente sorgente fornisce un'abbondante quantità di acqua termale, allora mettono a disposizione dei turisti l'ashiyu gratuito.









Gli alberghi,così ospitali, prestano gratuitamente gli ascitgamani, eh, no, "asciugapiedi" dopo ashiyu.
Negli alberghi onsen (onsen ryokan) di solito un 2 asciugamani, grandi e piccoli, sono inclusi nel pagamento. Il piccolo, con il recapito dell'albergo, possono essere portati a casa come ricordo, ma il grande no. Il piccolo, quando usato dal turista e lasciato, diventano i panni per la pilizia. Qui l'albergo li lava e li mette a disposizione dei turisti che non sono nemmeno i loro clienti. (questo ashiyu è aperto a tutti, anche a quelli che non soggiornano al loro albergo). E si restituisce al buco che si vede nel ripiano inferiore.
Ma che generosità...




Di fronte alla bontà, nessuno pensa minimamente di portare via gli asciugamani, o lasciare quelli usati in moto disordinato. è mantenuto dalla bontà dei turisti. questo scambio di "bontà" mi piace davvero, un lato molto umano del Giappone.
Invece di "occhi agli occhi", "bontà alla bontà".

sabato 16 gennaio 2010

Ihaho ②: barista birra automatica 自動ビールサーバー

Non so come posso chiamarla in italiano,
ma all'albergo (ryokan) dove sono stata,
c'era questa macchinetta automatica.
La cosa più bella è la schiuma che esce alla fine (si vede poco nel video, peccato!)
I pasti erano allo stile buffé, bivite incluse e questa macchinetta erano tanto utili.

Qualcuno mi sa dire come posso chiamarla in italiano??

giovedì 14 gennaio 2010

terme di Ikaho 伊香保温泉

Sono andata alle terme di Ikaho per 4 giorni.

Ikaho è una località termale in prefettura di Gumma.
Diverse sorgenti forniscono abbondantemente le acque con 2 qualità diverse:

- Acqua gialla: Acido solforico
- Acqua bianco-d’argento: Acido silicico

Foto: acqua gialla (non è il colore del fango!)



La salita con gradini è il simbolo della città che ci conduce alla sorgente dorata.
Ikaho è la prima 温泉街 (il centro della località termale dove sorgono gli alberghi con le onsen, negozi di souvenir, ristoranti e vari intrattenimenti per i turisti).
Nata per la prima volta in Giappone nel 1578 come il primo progetto urbanistico della località termale.
Fino alla completazione del progetto, esistevano soltanto le terme e alcune capanne con le vasche.
Costruite le istituzioni per accogliere i forestieri, furono sviluppati alcuni business inerenti, tra cui produzione e vendita di souvenir, ristorazione, alberghiera温泉宿).





Sostengono che le scale furono trovate 1.900 anni fa. Col nome attuale risale almeno al periodo della Manyoshu, famosa raccolta di poesia, che fu redatto nel settimo o ottavo secolo: ci sono riferimenti a Ikaho e le sue scale in 9 versi. L’etimologia del nome è ignota, ma alcuni sostengono che sia la trasformadzione del “いかめしい峰(ほ)” (montagna maestosa) e altri dicono che ika viene da 雷(いかずち)(tuono, fulmine), quindi significa “雷の山” (montagna del fulmine).

Dopo la riforma di Meiji, visitarono vari artisti, letterati e poeti, tra cui Yumeji Takehisa e Soseki Natsume.