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mercoledì 2 dicembre 2009

Henno 返納

http://oziogiapponese.blogspot.com/2008_11_01_archive.html

Sono andata a fare 返納 (henno) della kumade che avevo comprato l'anno scorso. Henno è un termine religioso che significa "restituire" o "riconsegnare". Quando un acquista un oggetto, come porta fortunta, icona o qualcosa di simile e la sua preghiera viene realizzata, uno si ripresenta al tempio (santuario) dove ha ricevuto l'oggetto come segno di ringraziamento, informando che ha ricevuto la grazia.
Non so se nel cristianesimo esiste un'usanza simile.


La gente restituisce kumade e fa "saisen", prima di entrare nel santuario. è sempre affollato.


Auspico che questo anno sia fruttuoso, nonostante l'economia stagnante...
La veduta dall'albergo dove sono stata...questa dualità all'intenno di una città è meravigliosa.


domenica 6 settembre 2009

Museo di alga “nori” (大森 海苔のふるさと館 )

Museo di alga “nori” (大森 海苔のふるさと館 )

Il Giappone, essendo un arcipelago, ha una vasta varietà di alghe e la mangia in vari modi. Una delle più importanti è l’alga “nori( 海苔). Forse avete visto nei cartoni animati e fumetti delle polpette bianconere. la striscetta nera è la nori.




Il Quartiere Ohta di Tokyo era famosa per la produzione di alga nori. Dalla costa di Ohmori (Morigasaki) si prendeva circa 70 percento della produzione nazionale fino alla seconda guerra mondiale. Purtroppo questo mestiere artigianato è estinto per causa dell’industrializzazione e per lo sviluppo di allevamento.

Ho avuto la fortuna di visitare il museo dedicato alla produzione dell’alga nori per accompagnare i 9 italiani. Pensate che chiasso hanno fatto....









I pescatori usavano una barchetta appositamente inventata per la pesca dell’alga e partivano dalla costa alle 2 o 3 di notte. L’alga pescata andava stesa in forma quadrata. Tutto si faceva a mano all’epoca. Era un lavoro molto pesante, perché l'alga pescata in inverno nei mari più freddi era più alta come qualità. Ma si guadagnava poco e la gente preferivano sempre di più i lavori meno umili con più guadagno. è logico, ma provo una sorta di "sabbia dalle dite"...in che modo il mondo tecnologico riesce a proteggere i lavoratori e la tradizione? Mio nonno paterno era un pescatore a wakayama, anche lui era costretto ad abbandonare il suo mestiere di famiglia da secoli per lanciare una fabbrica.









Anche adesso se si va nelle isole, possiamo assaggiare l’alga naturale e non coltivata. È molto più squisita e profumata.


Mi auguro che l’ecosistema sia protetta, e anche l’arte di tutti i mestieri.

martedì 31 marzo 2009

Namahage

Io sono nata e cresciuta a Osaka, ma mia madre è di Akita, una città settentrionale.
Mi dispiace molto quando i non giapponesi parlano come se Tokyo rappresentasse tutto del Giappone, perché per me Tokyo è l'unica città non giapponese.

Vorrei scrivere oggi sugli orchi di Akita, chiamati Namahage. I Namahage sono gli orchi molto cattivi e mangiano i bambini teppisti e pigri. Appaiono all'improvviso a casa, alla ricerca dei "cibi", urlando in dialetto "non ci sono i cattivi bambini?"



Quando andavo dai nonni arrivavano questi orchi e io, che ero niente altro che una teppista, scappavo fino alla risaia coperta dalla neve.

L'inverno di Tokyo è triste perché non ci sono gli orchi.
Non ho mai visto i fantasmi e non sono la tizia che ha la capacità di comunicare con i fantasmi, ma sono convintissima che le esistenze sovrannaturali esistono.

daidarabocchi che appare nella "Principessa Mononoke" è una creatura creduta nelle regioni del Tohoku, dove si trova Akita. Zashikiwarashi è di origine di Iwate. Forse nel Tohoku esistono i fantasmi.

sabato 31 gennaio 2009

郡上踊り Gujo Odori


(Sottofondo: 春駒Harukoma, una delle 10 canzoni. Si prega di disattivare quando guardate i video sotto)

Nelle vacanze estive sono andata col mio ragazzo a Gujo in prefettura di Gifu. Questa piccola cittadina è famosa per la sua danza estiva Gujo Odori. È una delle 3 Bon Odori più importanti in Giappone, insieme a 西馬音内の盆踊 (Nishimonai no Bon Odori) e 阿波踊り (Awaodori, nota per il testo della canzone “♪sono stupidi quelli che ballano, anche quelli che li guardano sono stupidi. Se siamo comunque tutti stupidi, è meglio ballare per divertirci") e riconosciuta come patrimonio intangibile in Giappone. Praticamente continua a ballare senza sosta per 3 notti consecutive.

Bon Odori (attenzione, non è “buon odore”!) è una danza di immensa varietà regionale che risale a 886, quando 菅原道真 (Sugawara no Michizane) fece preghiera per la pioggia in forma di danza nel Sanuki (attuale Shikoku). Dagli anni successivi gli abitanti si ricordarono con gratitudine ballando la stessa danza, nominata Nembutsu Odori(念仏踊り), che nei periodi successivi fu arricchito col concetto di 盂蘭盆 (in sanscrito "ullambana") per diventare bon odori, come una festività per accogliere i defunti antenati che tornano dall'aldilà durante il periodo di bon. Anche Gujo Odori ne è una delle derivanti che ha più di 400 anni di storia, ma non registrata nella forma cartacea; fu nata nel popolo e tramandata sempre nel popolo, non dai ricchi governanti che sapevano scrivere.
Nel 16° secolo la suddetta Nembutsu odori diventò popolare in tutto il Giappone e arrivò anche a Gujo in mezzo alle montagne. La danza diventò popolarissima nel villaggio dove i divertimenti della gente praticamente non esisteva.

La caratteristica di Gujo odori è la lunghezza del periodo. Di solito le bon odori si ballano per 2 o 3 settimane, ma questa dalla metà luglio fino all’inizio di settembre, per ben 31 notti. E dal 13 fino al 15 agosto, si balla per 3 notti consecutivi senza dormire, fino all’alba. Un’altra caratteristica è la varietà musicale. Ci sono 10 canzoni e ognuna ha lo stile di ballo diverso.

*kawasaki*












*Gengen Barabara*












*neko no ko*












La cosa bella di questa danza è che tutti possono partecipare. I turisti che non sanno ballare possono pure entrare nel cerchio per ballare insieme. Per chi viene per la prima volta ci sono anche i corsi preparativi (costa solo 500 yen). La gente, cittadini e non, continuano a ballare dappertutto, anche in mezzo alla strada. Ovviamente tutta la musica è dal vivo, da una torre di legno fatta appositamente per la festa nella piazza centrale davanti al castello.

mercoledì 7 gennaio 2009

七草粥 Nanakusagayu

Siccome il capodanno è la festività più importante, durante questo periodo si mangia tanto e di lusso. Al termine di ciò abbiamo l'usanza di far riposare lo stomaco con "nanakusa gayu". Kayu è il riso cotto con più acqua rispetto al normale riso che si mangia in Giappone (sembra più risotto o minestra) e a Nanakusa gayu ci si mettono 7 tipi di erbe (spezie), (セリ、ナズナ、ゴギョウ、ハコベラ、ホトケノザ、スズナ、スズシロ). Come condimento si usa un pizzico di sale e niente altro.
Questa tradizione risale almeno a 905, quando la composizione del libro 延喜式 (engishiki) ebbe inizio (che venne concluso nel 927). In ciò viene descritta questa usanza come un atto che manda via i malori e demoni. Gli attuali 7 tipi vennero specificati nel 河海抄(かかいしょう、kakaishou, scritto da 四辻善成 per spiegare il genjimonogatari), precedentemente al quale la differenza regionale di 7 tipi era notevole.
è buono. Una volta ogni tanto i piatti poveri sono davvero buoni. Con questo lo stomaco si mette a posto.