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mercoledì 2 dicembre 2009

Henno 返納

http://oziogiapponese.blogspot.com/2008_11_01_archive.html

Sono andata a fare 返納 (henno) della kumade che avevo comprato l'anno scorso. Henno è un termine religioso che significa "restituire" o "riconsegnare". Quando un acquista un oggetto, come porta fortunta, icona o qualcosa di simile e la sua preghiera viene realizzata, uno si ripresenta al tempio (santuario) dove ha ricevuto l'oggetto come segno di ringraziamento, informando che ha ricevuto la grazia.
Non so se nel cristianesimo esiste un'usanza simile.


La gente restituisce kumade e fa "saisen", prima di entrare nel santuario. è sempre affollato.


Auspico che questo anno sia fruttuoso, nonostante l'economia stagnante...
La veduta dall'albergo dove sono stata...questa dualità all'intenno di una città è meravigliosa.


lunedì 14 settembre 2009

Persecuzione di Tatsunokuchi 龍の口法難会(たつのくちほうなんえ)

Vicino a casa del mio fidanzato sorge un tempio nominato Ryūkō-ji (龍口寺).
Una volta la località era chiamata Tatsunokuchi (龍口) e Ruko ne è la pronuncia “on” (alla fonetica cinese). Il tempio appartiene alla scuola buddhista Nichiren.
Ieri c’è stata una festa molto divertente. Ma dovrei iniziare con i cenni storici.



(Entrata del tempio)


Nichiren era un monaco studioso giapponese nel periodo kamakura.
Nel 1271 una lunghissima siccità colpì il Giappone. Nichiren ribadì le sua ammonizioni contro la condotta del governo e si raccomandò di salvaguardare il popolo. Il governo guidato da Hei-no Saemon (平の左衛門) arrestò Nichiren il 12 settembre 1271 come ribelle, che fu condotto a Tatsunokuchi per essere decapitato. Ma Nichiren non poté essere decapitato: quando già il carnefice aveva sollevato la spada, una sfera brillante attraversò il cielo illuminando vividamente la scena e terrorizzando i soldati. Questa è nota come la persecuzione di Tatsunokuchi(龍の口の法難).
Prima di questa decapitazione (in vano), un fedele (Sajiki Ama) gli donò un botamochi a sesamo, augurandogli la protezione degli dèi. Si crede che questa botamochi gli portò la fortuna.








Da questo episodio il tempio commemora questo anniversario, distribuendo ai visitatori (credenti e non) i piccoli botamochi a sesamo.




La preghiera era lunghissima...
ma a termine di ciò i preti lanciano i botamochi dall’inalto!
(sala di preghiera dopo la sermone)


(lanciano da questo gradino inalzato ai credenti che aspettano giù)

I templi associati a Ryukouji fanno Hono (奉納) della danza, dedicando la loro vivace danza.

è stata un event molto originale.
A Kamakura ci sono troppe cose divertenti.

lunedì 1 giugno 2009

Conclave コンクラーベ

"Conclave"
Negli "Angeli e Demoni" questa espressione era frequentemente usata.
L'ho sentita per la prima volta quando l'ex Papa Giovanni Paolo II scomparve.

Si tratta di un concetto non giapponese, quindi si trascrive (traslittera) コンクラーベ in katakana.
Per puro caso esiste un'omonimia in giapponese 根競べ (konkurabe), che significa fare una gara di resistenza (o di pazienza).

Il dizionario italiano giapponese dello Shogakukan dice che la traduzione di questo termine è:
教皇選挙枢機卿会議 (kyoukou senkyo suukikyo kaigi, cioè, assemblea dei cardinali per l'elezione del papa)...ma è quasi scioglilingua.

domenica 15 marzo 2009

Zeniarai Benten(銭洗い弁天)

Oggi abbiamo visitato il santuario Zeniarai Benten (comunemente chiamato 銭洗い弁天, ma il nome ufficiale è 銭洗弁財天 宇賀福神社"zeniarai benzaiten Ugafuku jinja"), conosciuto per il “lavaggio di danaro”. Si crede che il danaro, banconote incluse, lavate qui dentro tornino indietro moltiplicato.









Minamoto Yoritomo, fondatore del governo di Kamakura nel 1192, ordinò di costruire questo santuario, dopo che la divinità 宇賀福神 (Uga Fukujin), incarnazione del Serpente, apparve nel suo sogno nel 1185 e gli disse che un santuario costruito e consacrato con l’acqua di questa sorgente avrebbe assicurato la pace nel paese. E così fu. Negli anni successivi Minamonoto Tokiyoli lavò il danaro con questa acqua mistica, che è l’inizio di questa credenza di “lavaggio del danaro”. Quando io ero davanti all’altare, una coppia dei fidanzatini stavano lavando anche la loro carta di credito e non so se anche questo vale....speriamo per loro la generosità della Benten.

(vedi che sull'altare c'è un serpente bianco, messaggero di Benten che porta prosperità economica e protettore di acqua, di conseguenza protettore di agricoltura e coltivazione in generale)

domenica 21 dicembre 2008

お稲荷様 La volpe di Inari

Il titolo si ispira dal libro dell’omonimo titolo scritto dal Professor Antonio Marazzi (“La volpe di Inari e lo spirito giapponese”, Biblioteca Universale Sansoni). Tra i libri scritti sul Giappone, è uno dei migliori saggi più belli che io abbia mai letto.






A Kyoto sorge un santuario scintoista dedicato alle volpi. Si chiama Fushimi Inari (伏見稲荷 sito ufficiale: http://inari.jp/). Si trova in Monte Inari in località Fushimi, a sud di Kyoto.





























Varie credenze collegate alla figura animale sono ancora vive oggi e le volpi sono considerate sacre e “messaggeri” nello shintoismo.









Fin dai tempi antichi questa località è stata sempre ritenuta sede privilegiata di spiriti. Nel 711 d.C. la famiglia aristocratica Hata costruì un tempio dedicato alla divinità Inari, che era stata scelta come patrono della famiglia. Gli Hata erano venuti dalla Corea 3 secoli prima ed erano rapidamente diventati una delle famiglie più ricche e potenti della regione. Venne attribuita l’introduzione del baco da seta e delle tecniche di irrigazione dei campi, per la coltivazione del riso. Col passare dei secoli l’inari cresce da una divinità del riso a protettore dei commerci. Alcune ditte giapponesi tengono ancora i tempietti dedicati alle volpi e oggigiorno in cui c’è rispetto alla libertà di religione gli impiegati non sono costretti a pregare, ma fino a decina di anni fa erano spesso costretti a offrire all’altare i cibi e il sakè all’altare.




I credenti manifestavano la loro devozione salendo il Monte Inari. Il percorso di pellegrinaggio è lungo circa 4 chilometri, che inizia con una lunga galleria composta da oltre 10 mila archi laccati di rosso lucente, offerti dai devoti in segno di ringraziamento.
Questi archi si chiamano Torii (鳥居)e sono una caratteristica costruzione rituale dello shintoismo. La loro origine materiale ed etimologico è incerta. Ma una delle possibili interpretazioni è che tori (鳥) significa letteralmente “uccello”, ma in questo caso si tratta di un’assonanza con l’altra parola tooru (通る), di negai ga tooru 願いが通る, cioè esaudire i desideri. Si usa spesso che l’affinità fonetica precede e l’assegnazione degli ideogrammi viene successivamente. (Nota: nella lingua moderna è più frequente usare l’espressione “negai ga kanau” 願いが叶う). Quando un grande desiderio è stato esaudito, i fedeli innalzano un torii giganteschi e se il desiderio esaudito è minore per la devozione quotidiana, acquistano le piccole riproduzioni che i fedeli dispongono ai piedi di ogni altare, e che poi vengono bruciate come segno di offerte.
































Camminare sotto i torii è fenomenale.










Qui anche gli Ema sono a forma di volpe e i fedeli, prima di offrirlo, possono disegnarne la faccia.


















Non esiste una precisa statistica su quanti santuari dedicati alle volpi esistono in Giappone, dicono che forse 20,000 o 30,000. ma se includiamo anche i piccoli altari che le ditte dispongono all’interno dei loro edifici come patrono della ditta, sono davvero innumerevoli.



Se andate a Kyoto e avete intenzione di fare un salto a Byodoin (平等院, il tempio che si trova dietro lo spicciolo da 10 yen ed è riconosciuto come patrimonio mondiale dell’UNESCO), consiglio di incontrare anche le volpette. Una cosa meno interessante è che la linea Keihan che ci porta a questa zona ha un colore giallo verde perché Uji, località dove sorge Byodoin, è famosa per la produzione di tè verde (宇治茶).




Se visitare, un altro suggerimento è provare oinarisan che i credenti dedicano alle volpi. Si tratta di una polpetta di riso condito con l’aceto e zucchero, involto dal tofu fritto e condito con la salsa di soia e brodo di tonno.









Per chi vuole approfondire sulla credenza delle volpi, consiglierei di cuore leggere il libro del Prof. Marazzi cui sopra. È fatto davvero bene. (N.B. non sono ingaggiata dalla casa editrice in questione!)



Quando ci sono stata con un mio amico casertano aprofittando il mio rientro a casa dei miei ad Osaka, seguivo una trasmissione, e ho mandato una cartolina di questo tempio ai conduttori del “Condor”, Sigg. Luca Sofri e Matteo Bordone. L’hanno letto la mia cartolina in una puntata, ma mi sa che non hanno capito che cosa fosse e hanno detto che era un “camion”...(la foto sinistra) forse l’hanno detto apposta per scherzo, visto che sono bravissimi presentatori! Era proprio in quel momento in cui decisi di lanciare un blog. I presentatori sono amanti del Giappone e molto spesso parla del Giappone. è un programma da seguire!


domenica 30 novembre 2008

Tori no ichi (酉の市) , mercato all’aperto dedicato a “Gallo”, è un evento tipicamente del Kanto e viene chiamato anche Otorisama. Si tiene a novembre al giorno di “Gallo” del calendario cinese basato sull’antico sistema di numerazione associato ai dodici animali dello zodiaco cinese.



















Il Tori no ichi si tiene al Tempio Tori (鷲在山長國寺, Juzaisan Chokoku-ji) ad Asakusa e vari santuari di Washi (Aquila). I templi Washi sono famosi per la grazia nel successo del business.










L’origine di Tori no Ichi è il mercato di un villaggio Hanamatamura (花又村, attuale Santuario Otori di Adachi-ku, Tokyo). La forma originale era il ringraziamento dai contadini per la raccolta autunnale dei prodotti agricoli a Hanamata Washidaimyojin. Il giorno del mercato, Ujiko (氏子, sacerdoti sotto la protezione della divinità locale) offrirono i galli a Hanamata Washidaimyojin e dopo la festa li portavano al tempio Senso-ji (浅草寺) di Asakusa per rilasciarli. (Nota: in questo caso “offrire (献納)” non riferisce ad un’offerta sacrificale.)



Foto: Senso-ji vista dall'altare



Il santuario "Chokoku-ji" fu fondato nel 1630. Il Bodhisattva Washimyoken (鷲妙見大菩薩) fu portato al tempio Chokoku-ji di Asakusa dal tempio principale "Jusen-ji" e consacrato a novembre al giorno di Tori. Il mercato all’aperto di Tori no Ichi ebbe inizio per accogliere numerosissimi visitatori al giorno in cui mettevano in mostra la statua del Bodhisattva.













Nacque anche l’usanza di acquistarsi un kumade(熊手), rastrelli di legno con ornamenti e decorazioni, per “acchiappare la buona fortuna”. In generale i kumade sono gli strumenti per la pulizia nei giardini. I kumade proteggono i proprietari per un anno e al prossimo Torinoichi, si riconsegnano al tempio per poi bruciarlo nel fuoco sacro e se ne acquista uno nuovo, tradizionalmente uno più costoso di quello che è stato acquistato l’anno precedente. È una dimostrazione che la grazia di kumade è stata autentica.











Questo Kumade è San Rio, produttore di Hello Kitty, che ha associato il manekineko con Kitty. I due Kitty in alto portano in testa "nejiri hachimaki", una bandana tradizionale giapponese indossata come simbolo di perseveranza e dedizione.



















È stato affollatissimo, mi ha ricordato San Gregorio Armeno di Napoli nei giorni pre natalizi. Una cosa divertentissima è che quando un cliente acquista un kumade, i venditori della relativa bancarella “prega” per il buon successo del cliente. Anche la gente che passa vicino non risparmia il loro tempo e cuore per pregare insieme. Il commercio spesso è associato con l’avidità, ma una generosità agli successi degli altri deriva da una pura sincerità che scaturisce dal nostro vero cuore davanti alle divinità.
























Manekineko 招き猫


Hai mai visto un gatto con una zampetta alzata? Si tratta di Maneki neko (招き猫) e la sua origine rimane sconosciuta tuttora, ma una leggenda dice che deriva da un tempio che si trova a Tokyo.


Maneki neko è una diffusa figura che si ritiene porti fortuna al proprietario. La scultura raffigura un gatto che chiama con un cenno di una zampa alzata, e di solito viene esposta in negozi, ristoranti, sale di pachinko e altre attività commericali. Se la zampa alzata è la destra dovrebbe attirare il denaro, la sinistra i clienti. Esistono Maneki neko di diversi colori, stili e gradi di ornamento.

Si vede anche nei fumetti e cartoni animati, ormai questa figura è nota anche agli italiani.

La sua origine è discussa, ma alcuni ritengono che venga dal Tempio Gotokuji (豪徳寺) a Tokyo.

Un'antica leggenda racconta che era un tempio molto povero. Un giorno 井伊 直孝 (Naotaka Ii) passò davanti al tempio e vide un gatto alzare una zampa, come se volesse invitarlo dentro. Mai vista una scena così mistica, decise di accettare il suo invito. Non appena arrivò alla porta centrale del tempio, colpì un fulmine proprio dove stava lui 3 secondi prima. Se non avesse seguito il gatto, sarebbe stato morto per il fulmine. Per ripagare la gratitudine, Naotaka fece tanta offerta al tempio.

Così nasce il culto ai gatti come una protettore e portafortuna.
Qui i credenti vengono con la loro preghiera nel cuore e acquista una statuetta. Il prezzo varia da 300 yen fino a 5,000 yen a seconda della dimensione, materiale e ornamenti. Una cosa molto curiosa è che la gente, dopo aver esaurito la preghiera, viene al tempio per restituire il loro gatto come segno di gratitudine.

Anche Ema (絵馬), che di solito ha la forma di cavallo, qui porta una figura di gatto.


°°°Come raggiungere°°°
Prendere Odakyu Line da Shinjuku, in un quarto d’ora si arriva alla stazione Gotokuji. (un treno veloce tipo espresso non si ferma a questa fermata.)